L'uso
del ferro e del cemento nelle costruzioni determina strutture
portanti rivoluzionarie rispetto a quelle dei secoli precedenti
e qualifica in modo nuovo l'architettura, che ora è realizzata
come un'opera d'ingegneria. Mentre con i materiali tradizionali
l'architetto poteva limitarsi a progettare la forme dell'edificio,
lasciando all'ingegnere il compito di risolvere i problemi relativi
al calcolo della struttura portante, ora, con i nuovi materiali,
anche l'architetto deve acquisire una diversa competenza sul piano
tecnico, perché la forma e la struttura dell'edificio tendono
a divenire tutt' uno. Si afferma anche un nuovo concetto di cantiere,
come luogo in cui si montano pezzi prefabbricati (travi, pannelli
di rivestimento, ecc.), prodotti in serie altrove. Anche nell'architettura,
quindi, entrano i processi di industrializzazione: la produzione
in serie sfocia nella produzione di massa e si determina una crisi
del valore di «architettura», che viene distinta dall'«edilizia»,
così come l'avvento della fotografia aveva determinato
la crisi del valore di «pittura» ponendo il problema
della differenza fra la pittura come arte e quella come mestiere,
come semplice illustrazione informativa realizzabile anche con
un mezzo meccanico. Nascono in questo secolo, proprio in seguito
all'industrializzazione dell'edilizia, nuovi schemi di fabbricati
che popolano i nuovi quartieri delle città. Si qualifica
la funzione dell'urbanistica, che vede la città come un
ambiente vitale in cui si rispetti il tessuto urbano della parte
antica (il centro storico) e nella quale si integrino, piuttosto
che emarginarli, i luoghi in cui vive la classe operaia. Questa
concezione democratica di città viene ovviamente rifiutata
dai regimi totalitari: basti pensare agli interventi drastici
sul tessuto urbano di Roma, compiuti da Mussolini, in base ai
quali vengono abbattute vaste aree di quartieri medioevali e settecenteschi.
Al loro posto vengono realizzati ampi assi viari che collegano
i monumenti ritenuti più rappresentativi della città:
il Colosseo, monumento per eccellenza dell'antico impero romano;
palazzo Venezia, sede del potere politico del nuovo impero fascista;
San Pietro, monumento dell'autorità religiosa. Anche in
Germania, con Hitler, si afferma l'idea della città come
espressione dell'autorità e della potenza dello Stato e
non come riflesso della libera organizzazione dei cittadini. Nel
1933 Hitler sopprime il Bauhaus («casa della costruzione»)
che, fondato nel 1919 dall'architetto Walter Gropius, si era proposto
come la prima vera scuola di disegno industriale. Nel Bauhaus
insegnano molti artisti di grande valore fra cui anche
Kandinskij e
Klee che si impegnano, insieme ai loro
allievi, in campi assai diversi: dalla pianificazione urbanistica
alla progettazione del semplice oggetto d'uso. In questa scuola
si definisce la figura moderna del designer (disegnatore per l'industria)
e si elabora una vera e propria metodologia di progettazione,
comune a tutte le arti. Messo al bando dal potere politico, Gropius
è costretto, insieme ai suoi collaboratori, a lasciare
la Germania e si trasferisce prima in Inghilterra, poi negli Stati
Uniti. L'architettura moderna troverà proprio qui uno dei
suoi esponenti più rappresentativi: Frank Lloyd Wright,
che progetta costruzioni dalla pianta articolata liberamente,
inserite nella natura e suddivise internamente da pareti scorrevoli,
in modo da poter creare di volta in volta gli spazi più
funzionali all'uso. In Europa, la ricerca architettonica si sviluppa
liberamente:
- in Francia, dove Le Corbusier, architetto, pittore, scultore,
elabora importanti studi di urbanistica e progetta nuovi tipi
di abitazione secondo criteri oggi largamente in uso. A lui si
deve il concetto della casa isolata dal terreno ed elevata da
lunghe finestre «a nastro», chiusa in alto da tetti-giardino;
- in Olanda, dove Theo Van Doesburg dà vita al Neoplasticismo
che scompone la costruzione in piani verticali e orizzontali delimitando
lo spazio senza chiuderlo rigidamente;
- nei Paesi Scandinavi, dove Alvar Aalto propone nell'abitazione
il recupero di materiali naturali (legno, pietra, laterizio) e
studia con particolare cura i dettagli di ogni ambiente, rivelando
un profondo rispetto per le esigenze psicologiche dell'uomo. A
lui si devono, ad esempio, importanti osservazioni sul colore
degli ambienti negli ospedali, studiato per garantire migliore
serenità e riposo agli ammalati; studi sull'acustica nelle
sale di riunione, affinché il pubblico desideroso di intervenire
in un dibattito possa prendere la parola rimanendo al proprio
posto ed essere udito da tutti senza l'imbarazzo di doversi recare
al microfono, ecc.