Il
movimento Dada nasce intorno agli anni Venti del Novecento, come
forma di provocazione, piuttosto che come corrente artistica vera
e propria. Già nella scelta, fatta a caso, della denominazione
del movimento (la parola «dada» non significa nulla)
si rileva l'atteggiamento assunto dai Dadaisti. Le conquiste tecnologiche
che dovevano portare ad un mondo nuovo, hanno invece condotto
alla guerra; i Dadaisti attaccano con feroce ironia le convenzioni
e le regole della società, accettate in genere passivamente
dalla massa. Il gruppo Dada pertanto vuole contestare e scandalizzare
negando tutto del passato: l'opera d'arte deve esprimere ribellione.
Le immagini non devono essere progettate, ma nascere anche per
caso; i materiali che costituiscono un'opera d'arte possono anch'essi
essere trovati per caso. Così le opere Dada sono caratterizzate
dall'assemblaggio di materiali disparati, come ad esempio biglietti
ferroviari, tappi di sughero, chiodi. Vengono proposti, come espressioni
d'arte, oggetti qualsiasi: uno scola-bottiglie, una ruota di bicicletta
o anche oggetti «assurdi» come una tazzina di caffè
realizzata in pelliccia, o un ferro da stiro chiodato. Tutto può
essere opera d'arte - dicono i Dadaisti - se è firmato
ed esposto in una mostra. Le loro opere vengono perciò
definite una «non-arte», una «anti-arte».
Tuttavia esse stanno a testimoniare un nuovo modo di esprimersi,
non privo di una ricerca estetica con i richiami a forme del linguaggio
cubista e futurista.
I principali esponenti del movimento
Dada sono: Duchamp, Picabia, Man Ray, Arp, Schwitters.
Futurismo
- Espressionismo
- Cubismo - Der
Blaue Reiter
Neoplasticismo
- Dada - Metafisica
- Surrealismo
indice
principale