In
Italia, il primo movimento significativo di avanguardia è
il Futurismo, che si propone di ottenere un radicale rinnovamento
della cultura, rifiutando in modo violento tutto il passato. Il
movimento nasce nel 1909 e propone i suoi obiettivi attraverso
un Manifesto letterario, cui seguono nel 1910 il Manifesto della
pittura futurista e nel 1914 il Manifesto dell'architettura futurista.
Il Futurismo quindi investe differenti campi della cultura estendendosi
anche alla poesia, al teatro, al cinema. I Futuristi esaltano
la civiltà della macchina e sognano una rivoluzione che
distrugga tutto il patrimonio storico. L'uomo moderno deve soltanto
guardare al futuro, rinnovarsi continuamente, abbandonare ogni
regola data dalla tradizione. In pittura e in scultura la ricerca
di effetti di movimento sarà il tema dominante: la figura
umana ad esempio, viene rappresentata con gli arti ripetuti o
sovrapposti in successione ritmica; le linee compositive, i colori,
le luci sono strutturati secondo ritmi crescenti o radiali. L'intento
del Futurismo, anche attraverso l'immagine, è comunque
quello di scardinare tutte le convenzioni, stupire, dare scandalo.
Dopo la prima guerra mondiale il gruppo futurista si disperde,
ma il problema di dare «forma» al movimento si ripropone
nelle ricerche individuali dei suoi protagonisti.
Balla, Boccioni, Carrà, Severini, Russolo, Depero, Sant'Elia,
Prampolini, Bragaglia, Dudreville. Morandi, Rosai, Martini, Conti,
Melli e Dottori, dopo una prima adesione al Futurismo, svilupperanno
una ricerca del tutto personale.
Futurismo
- Espressionismo
- Cubismo - Der
Blaue Reiter
Neoplasticismo
- Dada - Metafisica
- Surrealismo
indice
principale