Nel
1917, dall'incontro a Ferrara di due grandi pittori, Giorgio de
Chirico e Carlo Carrà, nasce in arte una nuova tendenza,
che viene definita Metafisica. Ad essa aderirà, nel 1918
anche Giorgio Morandi. In contrapposizione al Futurismo, che ricercava
un modo per rappresentare il movimento e la velocità, simboli
del mondo moderno, la Metafisica rappresenta una realtà
dove ogni cosa appare assolutamente immobile, come pietrificata,
senza tempo. Giorgio de Chirico, il maggiore esponente della Metafisica,
costruisce con grande abilità tecnica immagini di città,
che sembrano disabitate e nelle quali, al posto degli essere viventi,
monumentali manichini popolano lo spazio. Su tutto sembra che
regni una calma assoluta. Anche nelle nature morte, gli elementi
sono rappresentati in modo inconsueto: forme del mondo naturale
ed oggetti sembrano quasi senza peso, appaiono come pure forme
geometriche. De Chirico vuole esprimere una realtà immutabile
nel tempo attraverso immagini che fanno pensare alle visioni generate
dai sogni.
I principali esponenti della Metafisica
sono: De Chirico, Carrà, Morandi, Casorati,
Sironi, Martini, Marini, Tosi.
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- Espressionismo
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