Il
Novecento si apre in un clima di benessere crescente, gli esponenti
della nuova borghesia hanno conquistato la ricchezza, ma non mostrano
un reale interesse per la cultura e quindi per l'arte: un dipinto
o una scultura sono considerati essenzialmente come «oggetti»
per decorare un ambiente, che danno prestigio a chi li possiede,
o come forme di investimento. Sempre più si afferma la
figura del mercante d'arte, che fa da intermediario fra artista
e compratore. Alcuni di questi mercanti, oltre a fornire al vasto
pubblico opere più facilmente commerciabili, collezionano
dipinti e sculture di artisti che vengono ancora ignorati e le
cui opere risultano al momento incomprensibili: i dipinti di Cézanne,
Van Gogh e Gaugain ad esempio, sono ancora rifiutati
dal grosso pubblico, ma alcuni mercanti intuiscono che potranno
avere in futuro una valutazione molto alta. Si sviluppa così
un mercato redditizio in America, dove ricchi collezionisti, più
aperti al nuovo, anche perché meno condizionati dalla cultura
tradizionale che invece domina ancora l'Europa, acquistano opere
dichiaratamente «di rottura» e incoraggiano la ricerca
di artisti, che vogliono esprimersi in modo autonomo e antitradizionale.
Nei primi trent'anni del Novecento, in un clima di tensione fra
artisti innovatori e società borghese conservatrice, si
affermano le cosiddette «Avanguardie storiche», quei
movimenti d'arte moderna che riprendono e sviluppano le ricerche
dell'Impressionismo, del Neo-impressionismo, del Simbolismo.
Futurismo
- Espressionismo
- Cubismo - Der
Blaue Reiter
Neoplasticismo
- Dada - Metafisica
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